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Bocuse d'Or, sfida di arti culinarie

Giovane, preparato e determinato lo chef comasco Alessandro Bergamo, con alle spalle importanti esperienze in prestigiose cucine internazionali, è ora approdato alla più grande manifestazione di arti culinarie a livello mondiale. Marianese classe 1989 quindi sta vivendo l’esperienza per cui sta studiando da una vita: sarà lui, insieme a uno staff di primissimo piano, a rappresentare l’Italia alla competizione d’arti culinarie più importante del mondo: il 29 e 30 gennaio, infatti,  si svolgeranno a Lione i Bocuse d'Or dove con 24 nazioni finaliste si sfideranno per guadagnare il prestigioso titolo.





















Dopo essersi qualificato tra i primi dieci giovani per la semifinale canadese per il prestigioso premio Young Chef, contest internazionale dedicato al talento dei giovani chef nel mondo, oggi Alessandro è rientrato in Italia ed è stato “convocato” nella nazionale italiana che rappresenterà il Bel Paese al prestigioso concorso internazionale di gastronomia fondato nel 1987 dallo chef francese Paul Bocuse. E così la squadra tricolore, che lo scorso anno ha saputo conquistare il proprio posto tra i 24 team finalisti, è pronta a presentare il suo lavoro alla finalissima di Lione. 

<E’ un sogno che si avvera - conferma – sono davvero orgoglioso di far parte di questa squadra che mi annovera come coach esterno. Sono insieme con Enrico Crippa, presidente e chef di primo piano a livello internazionale, Martino Ruggieri il candidato, François Poulain coach, Curtis Clement Mulpas, commis e Luciano Tona, senior coach e promotion manager>. Un team di primissimo livello. Alessandro Bergamo continua: <Sono stato contattato per il mio curriculum che include chef e ristoranti apprezzati, condivisi anche con il candidato. 
Oggi e ancora per qualche giorno faremo le prove per il piatto e la presentazione. Al momento con il team Italia sono tutti ad Alba dove ha sede l’Accademia Italia Bocuse d’Or che è proprio stata inaugurata quest’anno e che ha il sostegno anche della Regione Piemonte. In altri paesi nordici questo è un istituto molto importante e riconosciuto e sono davvero contento che ora anche l’Italia possa averne uno a rappresentanza. E’ un punto di onore che serve davvero a tutto il Paese>.


A tutti i finalisti verrà richiesto di presentare una propria versione del  carrè di vitello e altre portate della cucina classica francese. Il 2018 è stato un Annus Horribilis per la gastronomia. <Dopo Paul Bocuse, scomparso a gennaio, la Francia perde un altro dei suoi grandi maestri della cucina. Si è spento Joel Robuchon, il cuoco con più stelle Michelin al mondo, ben 32. In Italia è mancato Gualtiero Marchesi, si è creata un vuoto duro da colmare, noi ce la metteremo tutta per rendere omaggio a questi maestri con la nostra cucina> continua Bergamo, che spiega: < La finale del Bocuse d’Or è l’occasione per dimostrare al mondo i valori più autentici e profondi dell’italianità. Vogliamo superare gli stereotipi e dimostrare che l’Italia di oggi è soprattutto alta cucina, design, architettura, ricercatezza>. 





















Questa competizione si svolge ogni 2 anni, chissà di ritrovare Alessandro Bergamo anche nel prossima edizione, magari nel ruolo di candidato. Nel frattempo a lui e a tutto il team dell’Accademia, un grosso in bocca al lupo.